Basta brutti ricordi: una pillola associata a terapia psicanalitica può cancellare dal cervello di una persona i ricordi che hanno generato traumi. Stavolta questo non è il soggetto di un film come fu "Se mi lasci ti cancello", uscito nel 2004, interpretato da un ispirato Jim Carrey, ma il proclama di un gruppo di ricercatori di Harvard e della McGill University di Montreal i quali sostengono di aver prodotto una pillola, nome in codice U0126, che rimuove selettivamente i ricordi. La loro ricerca è stata pubblicata sull’ultimo numero della rivista Journal of Psychiatric Research.
I ricercatori sostengono che questo tipo di trattamento potrebbe essere utile per la rimozione di eventi realmente traumatici quali violenze, stupri, guerre o, quanto meno, per rendere più efficace la terapia psicologica di sostegno volta al superamento di questi traumi. Tuttavia ci sono alcuni rischi. Primo su tutti continuare a sostenere la prassi ormai diffusa della medicalizzazione di qualunque disturbo: esiste, ormai, una pillola per tutto.
Un secondo problema potrebbe essere il condizionamento di un regolare sviluppo emotivo: il carattere è il risultato di molteplici esperienze, alcune buone altre meno, che complessivamente tracciano un percorso razionale ed emotivo nella psiche di un individuo; cosa comporterebbe l’eliminazione di parte dei ricordi?
In ultimo, ma non meno importante, che fine farebbero tutte le canzoni più o meno strazianti, ispirate dalla sofferenza, sul tema del ricordo, della nostalgia? Senza brutti ricordi si potrebbe anche vivere ma senza queste canzoni che cosa si canta in macchina d’estate?
