| giovedì pomeriggio sono arrivati in casa altri quattro ragazzi, tutti piuttosto maturi e sicuri. le loro carnagioni abbronzate risaltavano ogni pregio ed ogni difetto, si muovevano e speravano come fossero abituati a situazioni come quelle. uno ha posato la bottiglia sul tavolo, ha riempito allo stesso modo tutti i bicchieri ed ha incitato il gruppo, convinto che il weekend fosse in procinto di farci divertire. quell'abitazione pareva un porto di mare, diversa dall'appartamento, ma simile per molti aspetti. all'inizio quasi mi infastidiva dover accogliere continuamente gente nuova, ormai mi sentivo padrone di decidere chi poteva restare e chi invece no. col tempo imparavo anche ad abituarmi e lasciavo scorrere tutto; non badavo a nessuno e vivevo le giornate senza preoccupazioni. quei ragazzi avevano comunque dato una scossa, bevevano e festeggiavano rendendoci partecipi, educatamente; erano divertenti. scaricarono le stuoie e le biciclette dal furgone e si organizzarono in coppia. rimaneva una bici, mi invitarono ad usarla qualora mi fosse servita. il paese si era arricchito anche di austriaci che parlavano inglese come prima lingua, una di loro spregiò le mie scarse abilità: quel pomeriggio il cane bucò il nostro pallone, lei si fece avanti chiedendo scusa, ma non fui abbastanza perspicace a cogliere l'attimo, la lasciai tornare dai suoi amici dicendo soltanto un timido "no problem!" che pirla. M invece, uno dei 'nuovi arrivi', conobbe la ragazza giusta la sera stessa; la sera stessa fecero l'amore e la sera stessa si promisero di rimanere insieme per tutta la vita. la sera stessa. tutto accadde la sera stessa. ritrovavo nei loro gesti le emozioni che avevo abbandonato e perso con K. di fianco al furgone lei le accarezzava la schiena e lui spostandosi i capelli si girava guardandola negli occhi, come ci aveva raccontato, come avrebbe voluto che fosse, l'innamoramento. l'innamoramento? cos'era? secondo lui si poteva riassumere in un complesso di sentimenti e di comportamenti caratterizzati dal forte coinvolgimento emotivo, associato ad una intensa attrazione sessuale, sperimentata da un individuo verso un altro. alcuni fattori contribuivano a questo, fisiologici, quali l'odore, la postura, l'aspetto, o fattori psicologici ed emotivi, fattori sociali. l'innamoramento provocava solitamente anche modificazioni nell'organismo umano, con lo scopo istintivo di avvicinare i due individui. era convinto si verificassero alcuni cambiamenti a livello ormonale. probabilmente aveva ragione. i sorrisi e l'intesa passionale che li riempiva quasi mi commuoveva, mi innervosiva, ero geloso, ma indubbiamente mi piacevano. usavano la bici per andare in spiaggia, parlavano molto e la notte dormivano sotto le stelle, gridavano la loro spensieratezza. le persone si innamorano quando sono pronte a mutare, ad iniziare una nuova vita. si diventa capaci di fondersi con un'altra persona e creare una nuova collettività ad altissima solidarietà. quando però queste certezze vengono meno si attraversa una fase successiva? il desiderio sfuma? rimane soltanto l'affetto ed il ricordo di mirabili esperienze da non dimenticare mai?
"..ho lasciato la mia ragazza dopo 8 anni; le ho detto che avevo bisogno di ritrovare me stesso, che non dovevamo fossilizzare le nostre vedute; siamo ancora giovani, è giusto che ci dedichiamo ad altre persone anche!"
non ero d'accordo. la mia visione era più poetica, più profonda, più patetica e drammatica forse, ma meno superficiale. per me le promesse e la coerenza erano principi soliti e validi, da rispettare. per me era inconcepibile svegliarsi la mattina e stravolgere anni di progetti ed impegni. sarebbe stato troppo comodo altrimenti. non avrei mai considerato 'innamoramento' il voler far sesso con una ragazza, esaurire con lei ogni sentimento e liquidarla dopo un giorno, un mese, un anno, dicendo semplicemente "me ne vado, è stato bello, grazie" no, non più. perchè prendersi in giro? quello era sesso, reciproca soddisfazione di bisogni fisici, emotivi e psicologici, ridotti in piacere carnale. è essenziale sentire che c'è qualcuno che pensa ed agisce in maniera sincronizzata con la parte più profonda di noi stessi. perfetto, ma non confondiamo l'innamoramento al desiderio sessuale. in sintesi, secondo me, erano due principi differenti, entrambi necessari, indispensabili, importanti, fondamentali, preziosi, ma effettivamente diversi.
"..aaa romantico! sei un illuso. per le donne oggi sei dio, domani non sei nessuno. a loro è concesso cambiare idea e in un secondo rimettere ogni cosa in discussione! la differenza è che il sesso senza amore c'è, spesso e volentieri, e aiuta a sopravvivere, ma l'amore non può esistere se non c'è sesso, e come l'amore può iniziare, crescere e consolidarsi con la presenza iniziale del sesso, al contrario esso appassisce e muore quando il sesso tende a finire; rimane un buon sentimento certamente, rispetto reciproco, affetto fraterno, ma non è amore."
con queste parole le sue convinzioni schiacciavano verbalmente le mie; non avevo nessuna prova per dimostrare il contrario, e anche se fossi stato capace, il suo percorso di vita non lo avrei mai contraddetto: ognuno di noi si saziava di esperienze che costituivano poi dei punti fermi. inevitabile. C ci guardava mentre affrontavamo discussioni come questa; si accarezzava i capelli ricci o si toccava la barba, prendeva la sedia, si sedeva al sole, poi tornava dentro, beveva, diceva:
"fumiamo uno spinello? potreste apprezzare ogni parere invece che insistere e pugnalarci con le vostre insinuazioni! state attribuendo a quel termine significati e spiegazioni che andrebbero interpretate, non intese come leggi da seguire."
ridevamo.. per quanto ancora avrei dovuto sopportare la mia solitudine? non avevo voglia di nulla apparentemente, ma cercavo qualcosa che nessuno sembrava più in grado di darmi. quel qualcosa ancora non mi era chiaro. con M il giorno dopo andai al porto, la nostra barca era quasi sistemata del tutto, il capitano fiducioso incaricò di raccogliere tutti i nostri averi, presto saremmo ripartiti. sarei dovuto tornare alla locanda, volevo avvertire alcuni di noi che si erano sistemati lì, in paese ce n'erano altri, in qualche modo bisognava che la notizia si spargesse a breve. avevo lasciato anche oggetti personali in camera, al secondo piano, speravo soltanto di non essere costretto da qualche sorpresa. la sera prima di partire ci siamo radunati in spiaggia, tutti nudi ci rotolavamo ubriachi, nuotavamo nel mare nero, di notte, mentre il fuoco disegnava le nostre ombre e il fumo le disperdeva. rimasi coinvolto dall'eccitamento dei miei amici e fino a quando anche l'ultimo spiraglio di energia non lo sentivo stremato, non smisi di cantare e festeggiare con loro. d'altronde non vi era limite, non vi era giudizio. il mattino seguente quando arrivai K non c'era, in entrata non c'era nemmeno la signora grassa, anche il tappeto era sparito. caotica come allora la locanda accolse le mie speranze, in fretta recuperai ogni cosa che fedelmente era rimasta dove l'avevo lasciata. M non volle salire, mi arrangai da solo cercando qua e la uno sguardo amico, una persona che mi avesse potuto riconoscere. consegnai le chiavi ad un ragazzo che guardava a tv.
"andiamo.."
senza rispondere M spinse la moto fino alla nave già riempita di ogni cianfrusaglia. guardavo basso, per terra, poi mi voltavo, riprendevo, ero triste. in un attimo mi si spiegarono in mente tutti i giorni vissuti ardentemente, con furore e passione; avrei voluto portare con me ogni granello di quella sabbia, ogni amicizia, ogni desiderio. non era possibile. P urlò qualcosa dopo avermi stretto a se, ma non capii e inspiegabilmente non lo feci ripetere.
"siiii, mi raccomando!" dissi.
molti di noi restarono sull'isola, ormai convinti e abituati alla nuova vita. dimenticati da dio preferirono continuare la loro avventura quotidiana, nessun obbligato impiego, alcuna circostanza sfavorevole, estremo senso di appartenenza. la nave era più spaziosa e leggera, salivo e avrei voluto piangere.
continue.. |